domenica 17 marzo 2013

colpo al BOLOGNA 0-2


Bologna-Juventus 0-2. Vucinic e Marchisio gol, lo scudetto è sempre più vicino









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Sfogo amaro di Antonio Conte:
“Troppo odio su di me e la Juve.

La polemica, davanti alle tv e poi in sala stampa viene innescata dalle critiche di Stefano Pioli, allenatore rossoblù, per l’esultanza di Conte sotto la sua curva e la tribuna. Il tecnico della Juve si parla con il collega, e pare aver chiarito, ma quando gli girano di nuovo la domanda, esplode: «Ma io ho esultato con il pubblico juventino. Mi sono girato dalla parte della curva e anche da una parte della tribuna perché era piena di juventini. Se io non posso neanche esultare con i tifosi della Juve, allora...Io lavoro duramente in settimana proprio per arrivare ad avere delle soddisfazioni. E a un minuto dalla fine, sono 2-0, sto mettendo una base importante, insieme a tutta la squadra, per rivincere lo scudetto e adesso devo stare pure attento dove esulto, con chi esulto. Ma stiamo scherzando?» Non si ferma più. E parte al contrattacco: «Piuttosto andate a vedere le entrate della Juventus negli stadi. Sono rimasto veramente esterrefatto che una città civilissima come Bologna ci ha accolto con bastonate, pietre, sputi, con gente che ha dei bambini in braccio di tre-quattro anni, e che bestemmia, insulta. Ma io dico: che educazione diamo? Perché non mettiamo qualche telecamera, visto che ce ne sono tantissime dentro il campo, all’interno, e perchè non facciamo vedere quello che succede fuori dallo stadio quando arriviamo? Magari qualcuno si vede col bambino in braccio, si vergogna e non viene più allo stadio. Di questo bisogna vergognarsi, non delle cavolate. Uno non può neanche esultare con i suoi tifosi. Diciamo che fa male perdere, diciamo questo: fa male perdere, forse».

Se l’addio all’Italia potrà avvenire già a fine stagione non lo dice, e neppure il contrario, ma di certo è furente, e deciso: «Adesso il mio pensiero è esclusivamente alla Juventus, ma queste sono cose che portano grande amarezza. Ripeto, se anche a Bologna succedono queste cose, significa che c’è veramente da rivedere tutto. Magari uno fa prima ad andare via, ecco». 

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