domenica 31 marzo 2013
lunedì 25 marzo 2013
mercoledì 20 marzo 2013
ASCOLTIAMO le parole di SACCHI
Sacchi su Gazzetta: "Difendo Conte!"
Arrigo Sacchi su Gazzetta difende Antonio Conte: "La Juventus è prima in classifica con merito, tiene alto il nome dell’Italia in Champions: la squadra gioca un calcio bello e moderno, guidato da un allenatore ammirato in tutto il mondo. Vedere giocare i bianconeri è piacevole anche per chi non è juventino, e allora perché tanto astio, perché inveire, tirare sassi, offendere una squadra e un mister che ci fanno onore? Enzo Ferrari diceva che gli italiani perdonano tutto ma non il successo, mi chiedo quando l’intelligenza e la cultura avranno la meglio sull’ignoranza e l’invidia e quando andremo allo stadio per divertirci e non per insultare o compiere violenze? Poi facciamo i puristi con Conte se il tecnico si agita in panchina. Antonio è l’artefice principale del gioco dei bianconeri: autore e direttore di una squadra che è cresciuta in breve tempo in modo esponenziale regalandoci partita dopo partita spettacolo e serietà. Un team che aiuta ad ampliare la nostra conoscenza calcistica, apre nuovi orizzonti facendoci uscire dagli stereotipi e dai luoghi comuni: i bianconeri vincono e segnano molti gol senza avere uno specialista del gol. I bianconeri dominano in campo senza aver acquistato il top player. Il gioco ideato, condotto e allenato da Antonio è il vero leader che moltiplica le qualità tecniche e fisiche di tutti. Nella Juventus possano alternarsi tutti i giocatori e il gioco cambia poco, questo vale per Giaccherini, Asamoah maanche per Pirlo e tanti altri, i quali stanno dando il meglio di se stessi in un sistema che ne amplifica soluzioni e fantasia. Per riuscire a tanto Antonio si è avvalso di un club che lo stima e lo supporta e che mai gli ha tolto autorevolezza così come ha usufruito di buoni giocatori che si sono dimostrati di alto livello sotto tutti i punti di vista: professionali, umani ed etici. Non ha ingaggiato i più famosi ma sicuramente i più funzionali alle sue idee calcistiche. I più generosi dei critici gli riconoscono grinta, passione, energia, componenti importanti perché non sarebbero sufficienti a spiegare l’armonia, la fluidità e la fantasia di questa squadra. Il gioco è un’entità difficile da comprendere perché astratta così come è altrettanto complicato comprendere la qualità didattiche dei vari mister. Antonio non solo possiede passione, entusiasmo, cultura del lavoro e perfezionismo ma ha una sensibilità e un talento che solo i grandi possiedono. I bianconeri sono una squadra dotata di organizzazione, tempistiche di gioco e di smarcamento di alto livello. Se questa squadra fosse un’orchestra sarebbe intonatissima e potrebbe interpretare tutte le musiche: dal rock alla sinfonica. I giocatori si muovono ad occhi chiusi, come fossero una sola cosa, non soltanto per lo spirito di squadra bensì per la conoscenza che il mister gli ha saputo infondere. Antonio è un grande professionista, generoso, intelligente. Possiede grandi capacità di insegnamento: credo che meriti il rispetto e il ringraziamento di tutti quelli che amano il bel calcio".
Arrigo Sacchi su Gazzetta difende Antonio Conte: "La Juventus è prima in classifica con merito, tiene alto il nome dell’Italia in Champions: la squadra gioca un calcio bello e moderno, guidato da un allenatore ammirato in tutto il mondo. Vedere giocare i bianconeri è piacevole anche per chi non è juventino, e allora perché tanto astio, perché inveire, tirare sassi, offendere una squadra e un mister che ci fanno onore? Enzo Ferrari diceva che gli italiani perdonano tutto ma non il successo, mi chiedo quando l’intelligenza e la cultura avranno la meglio sull’ignoranza e l’invidia e quando andremo allo stadio per divertirci e non per insultare o compiere violenze? Poi facciamo i puristi con Conte se il tecnico si agita in panchina. Antonio è l’artefice principale del gioco dei bianconeri: autore e direttore di una squadra che è cresciuta in breve tempo in modo esponenziale regalandoci partita dopo partita spettacolo e serietà. Un team che aiuta ad ampliare la nostra conoscenza calcistica, apre nuovi orizzonti facendoci uscire dagli stereotipi e dai luoghi comuni: i bianconeri vincono e segnano molti gol senza avere uno specialista del gol. I bianconeri dominano in campo senza aver acquistato il top player. Il gioco ideato, condotto e allenato da Antonio è il vero leader che moltiplica le qualità tecniche e fisiche di tutti. Nella Juventus possano alternarsi tutti i giocatori e il gioco cambia poco, questo vale per Giaccherini, Asamoah maanche per Pirlo e tanti altri, i quali stanno dando il meglio di se stessi in un sistema che ne amplifica soluzioni e fantasia. Per riuscire a tanto Antonio si è avvalso di un club che lo stima e lo supporta e che mai gli ha tolto autorevolezza così come ha usufruito di buoni giocatori che si sono dimostrati di alto livello sotto tutti i punti di vista: professionali, umani ed etici. Non ha ingaggiato i più famosi ma sicuramente i più funzionali alle sue idee calcistiche. I più generosi dei critici gli riconoscono grinta, passione, energia, componenti importanti perché non sarebbero sufficienti a spiegare l’armonia, la fluidità e la fantasia di questa squadra. Il gioco è un’entità difficile da comprendere perché astratta così come è altrettanto complicato comprendere la qualità didattiche dei vari mister. Antonio non solo possiede passione, entusiasmo, cultura del lavoro e perfezionismo ma ha una sensibilità e un talento che solo i grandi possiedono. I bianconeri sono una squadra dotata di organizzazione, tempistiche di gioco e di smarcamento di alto livello. Se questa squadra fosse un’orchestra sarebbe intonatissima e potrebbe interpretare tutte le musiche: dal rock alla sinfonica. I giocatori si muovono ad occhi chiusi, come fossero una sola cosa, non soltanto per lo spirito di squadra bensì per la conoscenza che il mister gli ha saputo infondere. Antonio è un grande professionista, generoso, intelligente. Possiede grandi capacità di insegnamento: credo che meriti il rispetto e il ringraziamento di tutti quelli che amano il bel calcio".
domenica 17 marzo 2013
colpo al BOLOGNA 0-2
Bologna-Juventus 0-2. Vucinic e Marchisio gol, lo scudetto è sempre più vicino

Get your own Wavy Scroller
Sfogo amaro di Antonio Conte:
“Troppo odio su di me e la Juve.
La polemica, davanti alle tv e poi in sala stampa viene innescata
dalle critiche di Stefano Pioli, allenatore rossoblù, per l’esultanza di
Conte sotto la sua curva e la tribuna. Il tecnico della Juve si parla
con il collega, e pare aver chiarito, ma quando gli girano di nuovo la
domanda, esplode: «Ma io ho esultato con il pubblico juventino. Mi sono
girato dalla parte della curva e anche da una parte della tribuna perché
era piena di juventini. Se io non posso neanche esultare con i tifosi
della Juve, allora...Io lavoro duramente in settimana proprio per
arrivare ad avere delle soddisfazioni. E a un minuto dalla fine, sono
2-0, sto mettendo una base importante, insieme a tutta la squadra, per
rivincere lo scudetto e adesso devo stare pure attento dove esulto, con
chi esulto. Ma stiamo scherzando?» Non si ferma più. E parte al
contrattacco: «Piuttosto andate a vedere le entrate della Juventus negli
stadi. Sono rimasto veramente esterrefatto che una città civilissima
come Bologna ci ha accolto con bastonate, pietre, sputi, con gente che
ha dei bambini in braccio di tre-quattro anni, e che bestemmia, insulta.
Ma io dico: che educazione diamo? Perché non mettiamo qualche
telecamera, visto che ce ne sono tantissime dentro il campo,
all’interno, e perchè non facciamo vedere quello che succede fuori dallo
stadio quando arriviamo? Magari qualcuno si vede col bambino in
braccio, si vergogna e non viene più allo stadio. Di questo bisogna
vergognarsi, non delle cavolate. Uno non può neanche esultare con i suoi
tifosi. Diciamo che fa male perdere, diciamo questo: fa male perdere,
forse».
Se l’addio all’Italia potrà avvenire già a fine stagione non lo dice, e neppure il contrario, ma di certo è furente, e deciso: «Adesso il mio pensiero è esclusivamente alla Juventus, ma queste sono cose che portano grande amarezza. Ripeto, se anche a Bologna succedono queste cose, significa che c’è veramente da rivedere tutto. Magari uno fa prima ad andare via, ecco».
Se l’addio all’Italia potrà avvenire già a fine stagione non lo dice, e neppure il contrario, ma di certo è furente, e deciso: «Adesso il mio pensiero è esclusivamente alla Juventus, ma queste sono cose che portano grande amarezza. Ripeto, se anche a Bologna succedono queste cose, significa che c’è veramente da rivedere tutto. Magari uno fa prima ad andare via, ecco».
lunedì 11 marzo 2013
giovedì 7 marzo 2013
sabato 2 marzo 2013
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