sabato 25 dicembre 2010

DEL NERI (la stampa 24.12.2010


Del Neri: nella mia Juve un abbraccio conta come uno schema o un tunnel.
Gigi Del Neri, allora ce l'ha fatta a mangiare il panettone.
«Non mi sembra un gran successo. Verrà anche la colomba».
Il momento in cui ha pensato di non farcela?
«Mai. Anche dopo le prime 4 partite sapevo che si poteva uscirne. Credevo nel mio lavoro e sapevo di poter diventare credibile nell'ambiente portando energie e idee nuove».
Quanto è stato difficile resettare giocatori dall'anno scorso?
«Alla base di tutto devono esserci la certezza dei ruoli e la credibilità. Un giocatore deve avere la certezza che quello che sta facendo è ciò in cui credi e che hai il coraggio di non cambiare anche nelle difficoltà. Se fai la banderuola sei finito».
L'idea di imporre a tutti di fare colazione a Vinovo e di pranzare lì rientra in questo filone?
«Una squadra deve creare una comunione per diventare compatta. La Juve è avviata a questo e si vede in campo: per me è più gratificante un abbraccio dopo un gol che non vedere uno schema eseguito bene o un tunnel».

Una frase su Buffon è bastata a scatenare un putiferio.
«Sui grandi campioni non si può dire niente di fuori dalle righe per non rischiare di essere fraintesi».

Lei fu piuttosto chiaro: Buffon avrà il posto se dimostra di meritarlo.
«Se si vuole creare polemica si pensa che Del Neri non ritenga Buffon il numero 1 per tecnica e capacità. Ma non sono così folle. Buffon ha insegnato agli allenatori degli ultimi 10 anni come bisogna allenare i portieri. Posso aver messo in dubbio il suo primato?»

E allora?
«Ho rispetto delle condizioni di salute di chi viene da un'operazione per delle ernie. Il dubbio che risolverò quando riprenderà ad allenarsi con noi è solo sul fatto che stia bene».
Con un uomo d'area potreste puntare allo scudetto, così sembra più difficile.
«Dipende da come si gioca: le altre ad esempio non hanno ali vere e noi almeno una l'abbiamo. Abbiamo dimostrato di arrivare al gol in molti modi, né vedo tanti attaccanti da 20 gol mentre Quagliarella può superare i 18 senza condizionare il gioco. Non voglio dipendere da una punta che, se manca, mi attacco al tram di Opicina, come dicono dalle mie parti».

Che significa?
«Era il tram che si ribaltava quando da Trieste tirava troppo vento».

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